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Precisazioni escursione alla Capanna Margherita |
** E' per le persone che hanno un buon allenamento in montagna e sanno di poter affrontare salite di 4/5 ore consecutive. |
L'escursione si effettua in due giorni: |
PRIMO GIORNO |
Da Alagna Valsesia (1191 m) si raggiunge Punta Infren (3275 m) con gli impianti di risalita. Da qui si va a piedi al Rifugio Gnifetti (3647 m) in circa 1,5 ore attraversando un breve tratto attrezzato. Il pernottamento con cena al rifugio consente un minimo di acclimatamento all'altitudine. |
SECONDO GIORNO |
Dal Rifugio Gnifetti si parte di notte per raggiungere il Rifugio Capanna Margherita (4554 m), il rifugio più alto d'Europa. In 4-5 ore si percorrono circa 5 km. affrontando un disvlivello di circa 1000 m. La partenza notturna si rende necessaria per poter affrontare la salita, a tratti alquanto ripida, con terreno ghiacciato: questo facilita la progressione (da qui l'obbligo di indossare i ramponi). |
Si procede in cordata, composta da un massimo di 5 persone, con a capo una guida alpina. L'escursione verso la Capanna si effettua tutta su ghiacciaio e non presenta particolari esposizioni o creste. L'unico rischio, piuttosto remoto, sono i crepacci, abilmente evitati dalle guide. |
Dalla Capanna poi si discebde direttamente alla funivia, senza sosta al Rifugio Gnifetti, per tornare ad Alagna nelle prime ore del pomeriggio. |
I rischi di questa affascinante wscursione sono rappresentati da: |
Mal di montagna: è una condizione di malessere dovuta alla scarsità di ossigeno il alta quota. Requentemente i partecipanti soffrono di mal di testa, che se rimane l'unico sintomo, può essere eisolto con l'uso di analgesici. Se diversamente si crea aggravamento dei sintomi l'unica soluzione è scendere di quota. Questo comporta il destino di tutta la cordata, se cioè un partecipante va in sofferenza tutta la cordata non può proseguire e deve rinunciare. |
Il secondo punto che mette a rischiol'escursione è il yempo atmosferico. Per quanto prevedibilesi potrebbero avere condixioni avverse tanto da impedire la salita. |
Per quanto riguarda un autovalutazione delle proprie capacità occorre tenere presente che a quelle altitudini, data la catrenza di ossigeno, losforzo che si effettua è di circaun 30 per cento superiore. |
E' consigliato, nei mesi rimanenti alla data dell'escursione, affrontare frequentementesalite con lo stesso dislivello nel nostro Appennino (Monte Sirente, Monte Velino). Rimarrà l'incognita legata all'altitudine che sarà nettamente superiore. |
Attrezzatura consigliata |
** 5 strati per la partesuperiore del corpo (maglia termicae maglia di ricambio, pile, pilepiù pesante, piumino, guscio antivento) ** 2 paia di guanti (uno leggero e uno da sci) |
** pantaloni da alpinismo antivento |
** calzamaglia |
** ghette |
** scarpono impermeabili, con suola rigida e alti alla caviglia |
** due paia di calze da sci |
** cappello che copra le orecchie |
** occhiali da sole con buona protezione solare (ptotezione 3 o 4) |
** crema solare e protezione per le labbra |
** piccozza (se sei abituato ad usarla) |
** remponi e imbragatura |
** lampada frontale |
** sacco lenzuolo |
** borraccia/thermos da un lt. |
** bastoncini telescopici |
** casco (facoltativo) |
ATTENZIONE IL SACCO LENZUOLO E' OBBLIGATORIO IN TUTTI I RIFUGI. |
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